Chiesa SANTA CROCE

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Era l'antica parrocchiale, sino ai primi decenni del '500. Di pianta quadrangolare, intitolata inizialmente a S. Agostino sino alla prima metà del XVII secolo, quando cambiò intitolazione essendo diventata sede della Confraternita di S. Croce. In origine, nell'XI-XII secolo, la chiesa era di ridotte dimensioni: rettangolare, con l'abside semicircolare; la copertura del tetto doveva essere in legname a due spioventi con belle capriate in ginepro. Edificata prima del 1180, data incisa in un concio rinvenuto nel XIX secolo sotto il pavimento durante un restauro. Venne ampliata poi, nella seconda metà del XIII sec., con l'apertura della porta meridionale che presenta una decorazione residua a punte di diamante. Le trasformazioni più profonde furono effettuate nel sec. XVI, quando venne costruita la nuova parrocchiale di S. Giorgio. La navata fu portata alla misura attuale, con una nuova facciata in gotico-aragonese, la copertura sostituita con una volta a sesto acuto sostenuta da quattro nervature e aperte le monofore su caratteristica nicchia a sesto acuto. Nel campanile a vela, è incisa la data 1903. L'altare originario era in legno, ora sostituito da uno in granito. Sono stati datati al XV secolo, sia gli affreschi della parete dell'abside, che sembrano rappresentare i tre regni ultraterreni, sia il simulacro del Cristo Morto, restaurato nel 2002, che ricorda qualcosa di bizantino, a motivo della rigidezza delle gambe e il rilievo delle costole, detto "Babbu Mannu"; dinnanzi allo stesso, Edvige Carboni, amava sostare in preghiera e invocava la celeste benedizione soprattutto in tempo di siccità e intorno al 1913 più volte ebbe il privilegio di ascoltare il Crocifisso che le parlava.

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