Chiesa di SAN GIORGIO MARTIRE

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E’ la Chiesa Parrocchiale,

al centro del paese e risalente al 1570.

Di stile gotico - aragonese, considerato uno tra i più completi esistenti nella isola.

La facciata in pietra calcarea, racchiusa da due contrafforti laterali sporgenti, è incorniciata da una decorazione con tralci di vite e archetti; il portale è inquadrato da un grande arco e ornato da colonnine e pinnacoli; nel mezzo del timpano, la facciata conserva il rosone centrale, ma un tempo, in alto al portone, vi era scolpita, in bassorilievo, una teoria di santi; sulla sommità della facciata si trova una statua di S. Giorgio e il drago in marmo bianco e trachite nera. Il campanile è in stile gotico-aragonese, coevo alla chiesa: a canna quadrata, coperto da una guglia gigliata. L'orologio fu invece aggiunto nel XX secolo. Oltrepassato il portone, sulla sinistra, sorge il fonte battesimale, risalente al sec. XIX, in cui fu battezzata la serva di Dio Edvige Carboni. L’Altare Maggiore era anticamente ornato da una pala composta da sei tele dipinte intorno al sec. XVI ed attribuite a pittori di ottima fattura. Tutte le sei tele sono al momento esposte nelle varie cappelle: S. Girolamo, la Crocifissione, S. Giovanni Battista, S. Antonio da Padova, la Sacra Famiglia e la SS. Trinità. Attualmente l’altare maggiore si presenta completamente in marmo e risalente alla fine del XIX sec.. Al centro vi è la nicchia di S. Giorgio mentre uccide il drago, risalente al 1800, festeggiato il 23 aprile. La Chiesa Parrocchiale è a una sola navata, con cinque cappelle per lato con copertura costituita da volte a crociera costolonate e gemmate, mentre l’abside quadrata è a volta stellare; la prima cappella, a destra di chi entra, è dedicata a San Giuseppe, costruita negli anni 1934-37. Segue la cappella dedicata all’Immacolata, neobarocca, databile intorno al sec. XIX, anticamente dedicata alla Vergine del Rosario. Qui è custodito il simulacro in legno dell’Assunta del sec. XIX riposto in teca di cristallo. La terza cappella è dedicata a Sant’Anna, rappresentata con la Vergine e S. Gioacchino in un dipinto di ignoto pittore sardo del sec. XIX. Le altre due cappelle che seguono sono dedicate a San Raimondo Nonnato e a Sant’Antonio di Padova e risalgono alla fine del sec. XIX; da quest’ultima, si entra nella sacristia: qui, al centro del vecchio armadio per la conservazione degli arredi sacri, è posto un gruppo policromo in legno intagliato, rappresentante la Vergine col Bambino con a fianco un viandante, databile alla prima metà del '700. La prima cappella, invece, a destra dell’altare maggiore, è dedicata alle Anime del Purgatorio con altare in marmo eretto nel 1904. La seconda ai santi Andrea, Gavino e Barbara, con un bellissimo altare ligneo, notevole per i suoi intagli a doratura del sec. XVI. La terza cappella è dedicata ai SS. Sebastiano, Lorenzo e Narciso, del sec. XVII, i cui simulacri sono incastonati in tre nicchie di un bel altare ligneo barocco. Sul lato destro è posto il bellissimo gruppo ligneo del “S. Giorgio e il Drago” di fattura ispanica e risalente al sec. XVI. Tra la cappella in esame e quella precedente, è posto il pulpito ligneo, risalente alla fine del XVIII sec.. La quarta cappella è dedicata alla Vergine delle Grazie con altare ligneo; di straordinario interesse è la decorazione della volta a scacchiera. L’ultima cappella è dedicata al Sacro. Cuore di Gesù, risalente ai primi del novecento nella quale, sul lato sinistro, è posta la nicchia di S. Francesco d'Assisi e la porta che conduce alla cantoria. Dal 2000, nella stessa cappella, si può ammirare una copia fotografica a grandezza naturale della Sacra Sindone.

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